Attenzione al calabrone gigante: gli insetti pericolosi invadono il Mediterraneo

Il calabrone gigante asiatico, detto anche vespa mandarinia o calabrone yak-killer, è il calabrone più grande al mondo, dato che il suo corpo può raggiungere dimensioni di 5 cm con un’apertura alare di circa 8 cm. Si tratta di un imenottero originario del sud-est asiatico (è comune trovare dei nidi nelle regioni montuose giapponesi).

Dieta ed abitudini del calabrone gigante asiatico

Un dato che farà certamente render conto della pericolosità di quest’insetto è la sua alimentazione: il calabrone gigante asiatico, infatti, si nutre principalmente di api e un solo esemplare può riuscire ad ucciderne quasi 40 in un minuto (a supporto di ciò, basti pensare che una sola vespa mandariniia pesa come 20 api). Le vespe mandarinie trascorrono buone parte dell’inverno all’interno dei propri nidi, che di solito vengono costruiti sotto terra (spesso all’interno di tane abbandonate da altri animali) o nelle cavità presenti nei tronchi d’albero.

Un pericolo per l’uomo

Partiamo come al solito con una statistica: ogni anno, nel solo Giappone, si registrano una quarantina di vittime e più di mille feriti causati da attacchi di quest’insetto. I decessi sono di solito causati da shock anafilattici dovuti ad allergie alle tossine contenute nel veleno del calabrone; anche nel caso in cui si riuscisse a sopravvivere, tuttavia, una puntura potrebbe causare seri danni cardiaci, renali ed epatici. L’aspetto quasi “horrorifico” di un attacco della vespa mandarinia è il fatto che, una volta subita una puntura, viene rilasciato un feromone che ha lo scopo di attrarre gli altri esemplari presenti in zona; e dunque, come se non bastasse il fatto di esser stati punti una volta, vi è anche il rischio di subire successivamente decine di attacchi dagli altri esemplari del nido (nel sud-est asiatico sono riportate notizie di uomini punti anche più di trenta volte in pochi minuti).

Un ulteriore pericolo sta nel fatto che, una volta effettuata una puntura, il calabrone gigante non perde il suo pungiglione, per cui potrebbe verosimilmente tornare all’attacco ai danni della malcapitata vittima. Insomma, un’esperienza da non provare sulla propria pelle.

Cosa fare se si è punti?

Ovviamente, la prima cosa da fare è correre immediatamente al pronto soccorso o comunque di chiamare i soccorsi; nell’attesa è consigliabile applicare pressione e inondare la ferita con bevande ricchi di composti tannici (come caffè, the o vino rosso) che, essendo forti antiossidanti, possono rallentare la diffusione del veleno. Per cercare di limitare possibili allergie alle tossine è consigliabile anche spalmare pomate al cortisone e assumere antistaminici. Inoltre, per quanto riportato in precedenza, bisognerebbe allontanarsi dalla zona in cui si è stati punti, perché è probabile che arrivino ulteriori esemplari; è importante, però, evitare movimenti bruschi per non alimentare la già elevata aggressività di questi insetti. E’ infine sconsigliata la suzione orale del veleno dalla ferita, perché in questo modo le tossine potrebbero trasferirsi anche alla bocca.

In Italia siamo in pericolo?

Negli ultimi anni, il calabrone killer è emigrato dal sud-est asiatico fino in Europa (probabilmente alcuni esemplari sono arrivati nel vecchio continente a bordo di un container di ceramiche cinesi e hanno poi iniziato velocemente a riprodursi); si sono verificati molteplici avvistamenti soprattutto nel Regno Unito, nella penisola iberica e in Francia (dove si contano già 6 morti causati da attacchi); negli ultimi tempi stanno iniziando ad aumentare gli avvistamenti anche in Italia, soprattutto in Liguria, Piemonte e Lombardia. Quindi si può affermare che il pericolo stia giungendo anche da noi.

Cosa fare se si subisce un’infestazione?

La prima, essenziale, cosa da fare se si sospetta che il nido avvistato sia popolato da vespe mandarinie è starne molto lontani: tali insetti, infatti, attaccano chiunque si trovi a una distanza minore di 10 metri dalla loro casa; un’altra precauzione che è utile assumere è quella di evitare di vestirsi di nero, dato che è un colore che attrae particolarmente questo calabrone. A tal punto, non si può fare nient’altro se non contattare un’impresa di disinfestazione che possa eliminare gli insetti attirandoli con composti zuccherosi e pregni di birra chiara (alla quale pare che siano molto attratti) e immobilizzandoli mediante trappole collose o bruciandoli. Si tratta in ogni caso di un’impresa non facile anche per un professionista del settore data l’estrema aggressività e pericolosità di quest’insetto.

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Negli ultimi anni, il calabrone gigante è emigrato dal sud-est asiatico fino in Europa. Consigli su come comportarsi in caso di infestazione.
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